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Nocciole, zucchero, albume. È
in questi tre semplici ingredienti e nel loro giusto dosaggio che si
nasconde il segreto dei Nocciolini di Chivasso. Più di cent’anni di
tradizione per le deliziose piccole gocce che hanno conquistato i palati di
molti ma che pochi sanno creare. Tra loro, l’antica Dolciaria Fontana, nata
nel 1965 e dal 1997 guidata da Anna Maria Genisio.
L’inconfondibile confezione rosa, unita al marchio che raffigura il
Duomo della città di Chivasso, sono garanzia della qualità e genuinità delle
piccole “pepite” che popolano ormai gli scaffali delle pasticcerie di tutto
il Piemonte e non solo.
Rigorosamente confezionati a mano, i nocciolini nascono seguendo un
vecchio procedimento: le nocciole, sgusciate e tostate al punto giusto,
vengono impastate con zucchero e albume. Il tutto, portato a densità
colante, viene inserito in una macchina che distribuisce su fogli di carta,
piccoli bottoncini pronti ad essere infornati. Una volta raffreddate, le
delizie chivassesi sono pronte per essere confezionate.
La storia narra che l’invenzione dei nocciolini di Chivasso risalga
al lontano1810, quando il mastro pasticcere Giovanni Podio unì le nocciole
Piemonte agli altri due ingredienti, ricavando l’impasto magico. Ma fu
Nazzaro, il genero, che nel 1904 ne registrò il brevetto presso il ministero
del commercio del Regno d’Italia, col nome originario di “noasetti”, e che
nel 1900 e 1911 portò i nocciolini alle Esposizioni universali di Parigi
prima e Torino poi. L’intraprendente pasticcere, che spogliò i nocciolini
della loro confezione di latta per il tradizionale sacchetto rosa, fu
insignito del titolo di “fornitore della Real Casa” da Vittorio Emanuele III
di Savoia. L’epoca fascista spazzò via il nome straniero per l’italiano
“Nocciolini”.
La Dolciaria Fontana di via Ivrea 31 ha ereditato quest’antica
tradizione, dedicandosi alla produzione dei nocciolini di Chivasso e della
torta di nocciole. Un’azienda ambasciatrice del sapore unico e
inconfondibile dei prodotti di Chivasso.
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